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	<title>Cascina Isola Maria</title>
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	<description>azienda agrituristica biologica nel parco Agricolo Sud Milano</description>
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		<title>Siamo al Congresso Nazionale AIAB</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renata</dc:creator>
				<category><![CDATA[incontri ed eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;agricoltura biologica a raccolta. Congresso nazionale AIAB Milano,  1-4 dicembre Il Bio che cambia. Innovare, includere e incidere in una società sostenibile e responsabile. 1-4 dicembre 2011-  Centro Congressi Sala della Provincia &#8211;... <a class="xs-entry-read-more" href="http://www.isolamaria.com/siamo-al-congresso-nazionale-aiab.html">Read more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;agricoltura biologica a raccolta.<br />
Congresso nazionale AIAB<br />
Milano,  1-4 dicembre<br />
</strong><strong><br />
<img src="http://www.aiablombardia.it/images/stories/congresso.jpg" border="0" alt="" width="120" />Il Bio che cambia. Innovare, includere e incidere in una società sostenibile e responsabile</strong>.</p>
<p><strong><br />
1-4 dicembre 2011-  Centro Congressi<br />
Sala della Provincia &#8211; Via Corridoni, 16 - Milano</strong><br />
Consulta il<a href="http://www.aiablombardia.it/images/stories/pdf/congresso.pdf" target="_blank"><strong> </strong><strong>programma completo</strong> </a>(dal 30 novembre al 4 dicembre)<br />
Leggi il <a href="http://www.aiablombardia.it/images/stories/pdf/comustampa.pdf" target="_blank"><strong>comunicato stampa<br />
</strong></a></p>
<p><strong>Iscrizione</strong>:  i lavori congressuali di giovedì 1, venerdì 2 e sabato 3 dicembre sono  aperti a tutti gli interessati. E&#8217; richiesta l&#8217;iscrizione con invio mail  a <a href="mailto:%20%3Cscript%20language=%27JavaScript%27%20type=%27text/javascript%27%3E%20%3C%21--%20var%20prefix%20=%20%27ma%27%20+%20%27il%27%20+%20%27to%27;%20var%20path%20=%20%27hr%27%20+%20%27ef%27%20+%20%27=%27;%20var%20addy7749%20=%20%27congresso2011%27%20+%20%27@%27;%20addy7749%20=%20addy7749%20+%20%27aiab%27%20+%20%27.%27%20+%20%27it%27;%20document.write%28%20%27%3Ca%20%27%20+%20path%20+%20%27%5C%27%27%20+%20prefix%20+%20%27:%27%20+%20addy7749%20+%20%27%5C%27%3E%27%20%29;%20document.write%28%20addy7749%20%29;%20document.write%28%20%27%3C%5C/a%3E%27%20%29;%20//--%3E%5Cn%20%3C/script%3E%20%3Cscript%20language=%27JavaScript%27%20type=%27text/javascript%27%3E%20%3C%21--%20document.write%28%20%27%3Cspan%20style=%5C%27display:%20none;%5C%27%3E%27%20%29;%20//--%3E%20%3C/script%3EQuesto%20indirizzo%20e-mail%20%C3%A8%20protetto%20dallo%20spam%20bot.%20Abilita%20Javascript%20per%20vederlo.%20%3Cscript%20language=%27JavaScript%27%20type=%27text/javascript%27%3E%20%3C%21--%20document.write%28%20%27%3C/%27%20%29;%20document.write%28%20%27span%3E%27%20%29;%20//--%3E%20%3C/script%3E"> </a><a href="mailto:congresso2011@aiab.it">congresso2011@aiab.it</a> oppure telefonando a 02/67380965 o  fax a 06/4543746. Precisare nome e  cognome, eventuale organizzazione/ente/azienda di appartenenza  e giornate durante le quali si sarà presenti.<br />
Ai partecipanti  chiediamo un contributo simbolico:  5 euro per una sola giornata e 10  euro se si partecipa a più di una giornata. La quota di iscrizione, che  vi verrà richiesta all&#8217;ingresso, comprende il pranzo bio al buffet  servito durante la pausa tra i lavori del mattino e quelli del  pomeriggio.</p>
<p>Un <a href="http://www.aiablombardia.it/images/stories/pdf/congresso.pdf" target="_blank"><strong>programma</strong></a><strong> </strong>intenso che inizia il <strong>30 novembre con una giornata pre-congressuale</strong> di  riflessione sul modello di economia locale e solidale del bio-distretto  (a confronto esperienze nel Parco agricolo sud Milano e nel parco del  Cilento) e nel pomeriggio workshop sul tema della sovranità alimentare.<br />
Il<strong> </strong><strong>1° dicembre si apre il Congresso</strong> con un  convegno internazionale dedicato alla filiera alimentare e a modelli  distributivi più equi;  il 2 dicembre convegno scientifico sulla ricerca  nel bio e sulle interazioni positive tra agricoltura biologica, energie  rinnovabili, biodiversità e risorsa acqua; il 3 dicembre avrà come tema  centrale il movimento biologico come agente di sviluppo di un&#8217;economia  solidale di utilità sociale, economica ed ambientale. La quarta giornata  è interna, dedicata ai soci Aiab, alla presentazione e dibattito sulle <a href="http://www.aiab.it/images/stories/UfficioStampa/tesi_congressuali.pdf" target="_blank">tesi congressuali</a>, all&#8217;elezione degli organi politici e direttivi (<a href="http://www.aiab.it/images/stories/UfficioStampa/candidatichisono.pdf" target="_blank">Presidente e Direttivo</a>).</p>
<p>Inoltre dal 28 novembre al 4 dicembre <strong>milanomangiabio</strong>. Un circuito di bar e ristoranti propongono aperitivi e menu biologici.</p>
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		<title>Riflessioni sull&#8217;Agricoltura Biologica presso la Scuola Agraria di Treviglio</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 11:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renata</dc:creator>
				<category><![CDATA[parliamo di agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono molto contenta di essere qui a parlare a una scuola Agraria ,è la prima volta che l’Associazione Donne in Campo viene invitata  a collaborare a un progetto come questo... <a class="xs-entry-read-more" href="http://www.isolamaria.com/riflessioni-sullagricoltura-biologica-presso-la-scuola-agraria-di-treviglio.html">Read more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isolamaria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/semi_di_fiordaliso.jpg" alt="" title="semi di fiordaliso" width="650" height="325" class="alignnone size-full wp-image-315" /></p>
<p>Sono molto contenta di essere qui a parlare a una scuola Agraria ,è la prima volta che l’Associazione<strong> Donne in Campo</strong> viene invitata  a collaborare a un progetto come questo e per noi è motivo di grande soddisfazione.</p>
<p>Da anni ci interessiamo ormai di agricoltura ecocompatibile e nel marzo del 2009 avevamo organizzato un Convegno a Lodi per avvicinare il mondo dell’agricoltura convenzionale a quella integrata e alla biologica.</p>
<p>Spero che oggi ci siano non solo studenti ma anche rappresentanti dal mondo agricolo perché è difficile coinvolgere gli agricoltori convenzionali, spesso la formazione tecnica  è stata delegata ai rappresentanti e non c’è impegno da parte dell’Università e degli Istituti Tecnici per ripensare i modelli di sviluppo che hanno sempre quasi esclusivamente parlato di agricoltura convenzionale.</p>
<p>La storia della nostra azienda si è intrecciata in questi ultimi tre anni con quella di Gruppi di Economia Solidali come i<strong> GAS</strong> e insieme alla Finanza Etica un bel gruppo di aziende agricole ha creato il<strong> Distretto di Economia Solidale Rurale</strong> (DESR)<strong> del Parco Agricolo Sud Milano</strong>.</p>
<p>L’incontro con i cittadini che richiedevano prodotti del Parco da coltivazioni biologiche ha fatto riflettere alcuni di noi, promosso scambi di saperi e attivato percorsi che hanno portato alla conversione biologica di un bel gruppo di aziende, mettendo a disposizione farine, formaggi, frutta, verdura, carne, salumi e pane.</p>
<p>La conoscenza diretta e i rapporti createsi tra cittadini e agricoltori ha aumentato la conoscenza del territorio del Parco Sud e la consapevolezza della sua difesa e della sua conservazione.</p>
<p>E anche diventato chiaro a molti come la zootecnica costituisca una forma di presidio e di difesa del territorio.</p>
<p>Fu la scelta di mio marito di trasformarci in azienda agrituristica, ad innescare il primo cambiamento e a qualificare la nostra attività avviando dei contatti molti positivi con altre aziende.</p>
<p>Come spesso succede l’aprirsi a nuove idee e a contatti con l’esterno arricchisce enormemente il proprio bagaglio culturale e così mentre lui creava un <strong>Consorzio Agrituristico</strong> e incominciava una collaborazione nel Comitato Agricolo del Parco Sud, io decidevo di dedicare del tempo all’<strong>Associazione Donne in Campo</strong> e alla creazione di un Distretto Equo Solidale del Sud Milano (DES).</p>
<p>Mi capita frequentemente di essere chiamata a parlare della nostra scelta di conversione al biologico e ho imparato a presentarmi come contadina.</p>
<p>Mi sono orgogliosamente riappropriata del termine quando ho capito leggendo il libro di Van der Ploeg, “I nuovi contadini”, perché non mi era mai piaciuto il termine “Imprenditrice agricola”.</p>
<p>In un mondo in cui la logica del profitto ha modificato i modi di produrre e inaridito i comportamenti umani l’economia solidale diventa sempre più una  proposta coinvolgente  e un modello da seguire.</p>
<p>Semplificando al massimo proviamo a capire qual è logica in cui lavora il contadino e quella dell’imprenditore, e a immaginarci come si potrebbe aiutare e sostenere un’azienda in difficoltà e a comprendere il significato sociale che ha assunto il modo di operare dei Gruppi di Acquisto.</p>
<p><strong>La logica del contadino:</strong></p>
<p>autofornitura:                     finalità:                buoni guadagni:<br />
<strong>passione, artigianalità</strong> &gt; <strong>buoni raccolti</strong> &gt; <strong> conoscenza, una bella e libera azienda</strong></p>
<p><strong>La logica degli imprenditori:</strong><br />
(stabilire un)<strong> Margine </strong> per (economia) <strong>Scala</strong> &gt; <strong> Guadagno</strong></p>
<p><strong>In Italia  da anni ormai non esiste una programmazione agricola. </strong><br />
La legge del libero mercato ha dato il via al “liberi tutti” e nonostante la base produttiva fosse basata sulla piccola azienda contadina, attenta alla natura e ai metodi di coltivazione e allevamento, integrati con il buon senso del condurre l’ azienda in modo produtivo e non produttivistico, l’attenzione, gli investimenti, le risorse si sono concentrate sulla figura dell’imprenditore agricolo.<br />
Senza questa qualifica chi vuole lavorare la terra non è nessuno.</p>
<p><strong>Poiché la natura (Van der Ploeg insegna) è troppo capricciosa ed esclude la standardizzazione del processo lavorativo, diventa un limite o rallenta la produttività.</strong></p>
<p>Pertanto la presenza della natura all’interno della produzione agricola è ridotta e ciò che rimane viene ricostruito attraverso un processo di artificializzazione.</p>
<p>I concimi naturali sono sostituiti dai fertilizzanti artificiali; erba, fieno e foraggi freschi da concentrati industriali; la cura degli animali dall’uso della medicina preventiva; il suolo fertile da substrati artificiali; l’estirpazione delle infestanti dagli erbicidi. Queste sono affermazioni coraggiose che potranno destare scalpore. Naturalmente le verità si situano sempre a metà tra un’idea e l’altra, certo è che:</p>
<p>- Anche in agricoltura il profitto è diventato il termine di paragone per cui una azienda può sopravvivere o chiudere.</p>
<p>- Centinaia di stalle hanno chiuso ma per la programmazione economica del nostro paese è stato quasi un sollievo, si sarebbero ingrandite le aziende che, una visione ristretta e unilaterale ,ha deciso fossero le più competitive, le più adatte a produrre per l’industria e le grosse multinazionali.</p>
<p>- La scommessa per noi è stata quella di provare a produrre quindi in un modo più ecocompatibile, diversificando con la produzione di formaggi che i gruppi di acquisto si sono impegnati a comprare, sostenere l’attività di un piccolo caseificio che aveva ridotto la sua attività, legare strettamente l’allevamento alla produzione della campagna, dedicando una particolare attenzione alla fertilità del suolo e alle rotazioni colturali.</p>
<p>Ho ripreso a studiare, a percorrere le campagne, a non vedere più le infestanti come antagoniste delle mie colture, inserendo la pratica delle consociazioni.</p>
<p>Per chi ha un’azienda zootecnica forse è più facile essere bio perché con l’insilamento si riesce a prevenire la dispersione dei semi delle infestanti e riportare alla terra i fertilizzanti e la materia organica.</p>
<p>Ho letto con attenzione il Testamento di <strong>Sir Albert Howard</strong> che affermava nel 1940 che la fertilità del suolo è il primo dei requisiti di ogni sistema agricolo permanente.</p>
<p>“Nei processi di produzione delle messi si perde costantemente fertilità e bisogna ripristinarla&#8221;.</p>
<p><strong>1° metodo.</strong><br />
<em><strong>Metodo della Natura:</strong></em></p>
<p>Il bosco e la foresta si concimano da sé, producendo il proprio humus e arricchendo gli strati superficiali, quando si tagliano alberi e si destina all’agricoltura terra vergine si possono avere buoni raccolti anche per dieci anni.</p>
<p><strong>2° metodo.<br />
<em><strong>Le pratiche dell’Oriente</strong></em> :</strong></p>
<p>Un insegnamento valido ancora oggi è che le piante prosperano di più quando sono associate in combinazioni diverse ed idonee.<br />
In generale la mescolanza dà risultati migliori della monocoltura.</p>
<p>Esempi:<br />
- grano e avena<br />
- grano e fagioli<br />
- veccia e segale<br />
- trifoglio e loietto</p>
<p>La coltivazione e rotazione delle colture è una delle pratiche più antiche, scegliendo buone consociazioni e rivoltando poco la terra si conserva la riserva di azoto presente negli strati superficiali del terreno sotto forma di materia organica.<br />
La coltivazione esasperata con l’aratura profonda ossida la riserva di azoto e distrugge l’equilibrio della terra .</p>
<p><strong>3° metodo</strong>.<br />
<em><strong> Metodo agricolo dell’Occidente</strong></em>:</p>
<p>- estensione delle proprietà<br />
- estensione delle monocolture<br />
- estensione della meccanizzazione<br />
- estensione dell’uso dei concimi chimici<br />
- estensione della mentalità N P K<br />
- estensione dell’industria conserviera</p>
<p><strong>Importanza dell’Humus nell’agricoltura biologica e naturale:</strong></p>
<p>In una terra ricca di humus e di ossigeno la pianta può trarre nutrimento dalle radici, ma se il suolo è povero si riduce il volume dello spazio poroso, l’areazione del terreno è ostacolata, la materia organica per la poolazione microbica del terreno è insufficiente, il meccanismo del suolo si inceppa, la sintesi di carboidrati e proteine nella foglia verde procede a ritmo inferiore e la crescita ne risente.<br />
L’humus conferisce anche la resistenza alle malattie provocate da insetti e funghi.</p>
<p>La cosa più semplice che è stata fatta nell’agricoltura moderna per restituire fertilità ai terreni è usare i concimi artificiali, ma il risultato è stato quello di rompere l’equilibrio fra agricoltura e natura.</p>
<p>La facilità con cui si possono coltivare raccolti con i prodotti chimici ha reso molto più difficile un uso dei corretti dei rifiuti. Qual è il surrogato più economico dell’humus? Sono i rifiuti urbani.<br />
Con una corretta produzione di compost si potrebbe ridurre la quantità di rifiuti e restituirla alla terra .</p>
<p>Ad  Albairate è attivo un centro di compostaggio che distribuisce gratuitamente il compost prodotto da venti Comuni del Consorzio dei Navigli agli agricoltori della zona.</p>
<p>Nella nostra azienda abbiamo perciò avviato un programma di rotazioni che ci permettesse di coltivare varietà in consociazione per ridurre la coltivazione del mais e aumentare la quantità della proteina dai foraggi.</p>
<p>Abbiamo seminato in autunno loietto consociato al trifoglio incarnato e al pratense sui terreni che non abbiamo arato ma tenuto a fieno, pisello consociato al triticale e quest’anno anche al frumento e medica in purezza.</p>
<p>Le rese produttive sono state molto buone, la qualità dell’insilato anche, l’inerbimento praticamente assente.</p>
<p>Maggiori difficoltà abbiamo riscontrato nella coltivazione del mais, ma abbiamo capito che buoni risultati si possono ottenere con la falsa semina e senza procedere all’aratura nei secondi raccolti; l’importante è mettere in atto la rotazione giusta e aspettare che la terra ritrovi un suo equilibrio naturale.</p>
<p>Nel primo anno di conversione abbiamo risentito della minor produzione dei foraggi, ma nel secondo già siamo migliorati e possiamo affrontare l’inverno con delle buone scorte.</p>
<p>La mandria ha perso circa quattro litri di latte a capo che in parte pensiamo di recuperare, ma soprattutto ha acquistato in salute, più che dimezzata la spesa dei prodotti farmaceutici, abbiamo evidenziato pochissimi problemi nel post-parto e mantenuto una buona fertilità.</p>
<p>Le vacche hanno avuto pochissimi problemi ai parti e forse anche perché ho cercato di usare tori con facilità di parto anche sulle vacche, in poche hanno richiesto assistenza; questo è per me un dato estremamente positivo perché il parto è comunque uno stress e non un evento da segnare su un tabulato che stampa solo indici di rendimento e di redditività.</p>
<p>Quello che è certo… per me la vacca non è più una macchina per fare latte come avevo imparato negli anni di studio alla facoltà di Agraria.</p>
<p>Un problema che rimane aperto nell’agricoltura biologica è quello del reperimento delle sementi, dell’uso e dello scambio, tema che cercherò di affrontare prossimamente con la<strong> Rete dei Semi Rurali</strong>.</p>
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		<title>Cambiamo Abbiategrasso</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 11:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renata</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie dal territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Parole di Domenico Finiguerra , candidato Sindaco ad Abbiategrasso , che sosteniamo in questa sfida per un Buon Governo dei nostri territori. Idee per cominciare Nel corso di questi ultimi... <a class="xs-entry-read-more" href="http://www.isolamaria.com/cambiamo-abbiategrasso.html">Read more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-233" title="cartolina della campagna delle coccinelle con Domenico Finiguerra" src="http://www.isolamaria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/cartolina-1024x337.png" alt="cartolina della campagna delle coccinelle con Domenico Finiguerra" width="650" height="214" /></p>
<p><strong>Parole</strong> di Domenico Finiguerra , <strong>candidato</strong> Sindaco ad Abbiategrasso , che sosteniamo in questa sfida per un <strong>Buon Governo</strong> dei nostri territori.</p>
<h1>Idee per cominciare</h1>
<p>Nel corso di questi ultimi due mesi e mezzo, in previsione delle  elezioni di Abbiategrasso della prossima primavera ho avuto modo di  confrontarmi e discutere con diversi cittadini abbiatensi, sia singoli  che riuniti in associazione.<br />
Un confronto che si è aggiunto alle centinaia di incontri e dibattiti,  formali e informali, che negli ultimi dieci anni mio hanno consentito di  realizzare a Cassinetta di Lugagnano un modello di amministrazione che è  stata riconosciuta come virtuosa.<br />
Un patrimonio di idee e di esperienze concrete, che ora è il momento di  declinare, insieme a tutti i cittadini che vogliono condividere la mia  voglia di impegnarmi per la città, in un programma di vero cambiamento.<br />
Dopo una normale prima fase di raccolta di adesioni informali, nei  prossimi mesi tutti i cittadini che hanno già dichiarato il loro  desiderio di far parte di questa sfida, si riuniranno per mettere in  comune idee, progetti e riflessioni.In previsione di tali incontri, che  faremo di persona e in rete, per facilitare la discussione, mi sono  permesso di cominciare a raccogliere alcuni punti qualificanti del  programma di governo riunendo e organizzando per aree tematiche le  esperienze personali e le diverse idee e sollecitazioni di molti  cittadini che mi sono giunte in queste settimane. Soprattutto vi è già  il prezioso contributo portato dalle persone che per prime hanno  condiviso con me questa sfida, cominciando così a disegnare lo scenario  di città da proporre agli Abbiatensi. I punti che seguono sono da  considerare assolutamente non esaustivi, sia in quantità (se ne dovranno  aggiungere altri) sia in qualità (ciascun punto potrà aver bisogno di  ulteriore approfondimento).<br />
Chiedo pertanto a tutti gli interessati di integrare con propri progetti  e idee che magari hanno custodito per anni in attesa che qualcuno le  ascoltasse.Quello che segue vuole essere solo un “canovaccio”.<br />
Ora, <strong>insieme</strong>, elaboriamo un vero progetto per fare di Abbiategrasso un gran bel posto dove vivere!</p>
<p><strong><br />
ABBIATEGRASSO LAVORA</strong><br />
Piano Strategico Territoriale per l’occupazione: il Comune-imprenditore  dell’innovazione; investimento nell’agricoltura e nella cura del  territorio; supporto al piccolo commercio e promozione di produzioni di  filiera corta.<br />
Investimento nella formazione professionale e riconversione verso i  nuovi settori strategici (bio-agricultura, nuove tecnologie,  investimenti strutturali in campo culturale)<br />
Lotta attiva contro la precarietà. Stop a tutti i processi di  esternalizzazione in corso. Priorità al lavoro a tempo indeterminato per  i dipendenti comunali e degli enti a partecipazione comunale,  compatibilmente con i limiti legislativi (che ad altri livelli e tramite  impegno politico si cercherà di superare)</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO STUDIA</strong><br />
Intervento straordinario di manutenzione delle scuole, che devono essere  un luogo salubre, stimolante e accogliente per il bambino.<br />
Verifica mensile di tutti gli istituti, effettuata dall’Ufficio  competente insieme a un incaricato delle scuole, per risolvere  tempestivamente i piccoli e grandi problemi legati alle strutture (aule,  arredi, cortili, palestre).<br />
Proposte educative innovative, anche sperimentali, in accordo con il  corpo docente e i genitori, da inserire nel Piano di diritto allo studio  (musica, arte, teatro, sport, educazione ambientale, educazione  stradale, educazione alla salute) anche attraverso l’utilizzo di tutte  le strutture comunali ove viene prodotta cultura.<br />
Promozione di accordi con le direzioni didattiche per l’utilizzo da  parte dell’amministrazione comunale dei plessi scolastici negli orari e  nei giorni liberi da attività didattiche.<br />
Istituzione di borse di studio comunali per studenti meritevoli.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO PRODUCE CULTURA</strong><br />
Una “cittadella della cultura”: teatro comunale, cinema, l’Annunciata,  con i suoi spazi adibiti ad attività culturali, laboratori artistici  permanenti, piccoli spettacoli a ciclo continuo. Una risorsa a  disposizione anche delle scuole.<br />
Nascita del Centro di produzione e formazione teatrale, sulla base  dell’esperienza maturata in questi anni con il festival del teatro  urbano.<br />
Il Comune produrrà cultura: attraverso un’apposito organismo, diventerà  Impresario, finanziando in loco la produzione di spettacoli ed eventi  che poi venderà sul mercato nazionale e internazionale. Il centro  attirerà studenti da tutto il nord Italia, vista la possibilità di  ideare spettacoli e portarli in tournée, e darà posti di lavoro ai  giovani della città.<br />
Investire sulle eccellenze culturali locali, con l’opportunità di creare  mostre-esposizioni di lunga durata, anche per attirare turisti da fuori  città e assicurare occasioni di crescita culturale agli studenti delle  scuole abbiatensi. Queste mostre potranno essere “vendute” ad altre  amministrazioni, associazioni, istituzioni, portando il nome di  Abbiategrasso in giro per la Lombardia, per il l’Italia e per il Mondo.<br />
Moltiplicare le iniziative – corsi, laboratori, stage – in grado di  interessare docenti di grido e quindi di attirare studenti da fuori  città (con il relativo indotto: posti letto, ristorazione).<br />
Trasformare Palazzo Stampa in un museo permanente, attraverso una  proposta originale che faccia parlare di sé ben oltre i confini locali e  possa attirare curiosi e turisti.<br />
Promuovere mostre fotografiche, piccoli musei, compagnie locali, che  sappiano investire nella ricca  tradizione locale, in fatto di lingua,  costumi, memoria storica (che siano la civiltà contadina o le lotte  operaie).<br />
Istituzione Festival Musica Rock (grande evento annuale).<br />
La Casa della Musica.<br />
Musica classica e lirica in centro (incentivando l’esperienza  dell’Accademia Musicale), nell’ ex convento dell’Annunciata, nel palazzo  Stampa, nelle piazze, nei chiostri, nelle ville, nei giardini, nelle  cascine.<br />
Spettacoli mensili itineranti.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO GIOCA E CRESCE</strong><br />
Abbiategrasso “città dei bambini”<br />
Raddoppio dell’investimento nei parchi cittadini. Verifica costante  delle loro condizioni. I parchi devono diventare uno dei fiori  all’occhiello della città. Luoghi sicuri e gradevoli, in cui è piacevole  incontrarsi e passarci del tempo. Nuovi giochi, iniziative, interventi  bio-architettonici, per renderli più belli e vivi.<br />
Percorsi sicuri per i bambini, che devono poter raggiungere scuole,  parchi e luoghi di aggregazione in sicurezza a piedi o in bici.<br />
Pomeriggi insieme: spettacoli a cadenza settimanale, ideati e gestiti da compagnie locali.<br />
Promozione di ludoteche.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO MANGIA SANO</strong><br />
Mercato settimanale dei contadini locali e del biologico.<br />
Università del gusto (in collaborazione con gli chef del territorio).<br />
Ristorazione scolastica a filiera corta con preferenza per i prodotti  delle aziende agricole del territorio. Sempre e solo acqua del sindaco.<br />
Abbiategrasso punto di riferimento per i piccoli produttori e i “vini e vignaioli autentici”.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO STUDIA</strong><br />
Istituzione osservatorio permanente sul benessere dei cittadini  (amministratori, medici di base, medici ospedalieri e delle strutture  d’eccellenza, operatori sociali, associazioni di volontariato e dei  diritti dei cittadini).<br />
Promozione campagne di prevenzione in collaborazione con ASL e AO.<br />
Potenziamento e difesa dei servizi domiciliari.<br />
Promozione azione politica a difesa della sanità pubblica e dell’Ospedale Cantù.<br />
Medici h12: promozione di una rete di ambulatori di medici di base che garantiscano accesso libero dalle 8 alle 20.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO PROGRESSIVA E SOLIDALE</strong><br />
Applicazione piena del principio costituzionale della progressività delle imposte.<br />
Aumento delle risorse per i servizi alla persona e alle famiglie in difficoltà, finanziato con la lotta allo spreco.<br />
Promozione dell’imprenditoria sociale. Il sociale non sarà considerato  solo un costo, ma un investimento, un’occasione di crescita per la  città.<br />
Investimento di risorse umane, economiche e strumentali nella costituenda Azienda Speciale Consortile Servizi alla Persona.<br />
Costituzione fondo di solidarietà per i cittadini colpiti dalla crisi economica occupazionale.<br />
Il Comune, la casa delle Associazioni al servizio della comunità:  supporto pratiche amministrative (SIAE, permessi, ecc.); assegnazione  spazi agevolati.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO OPPORTUNITÀ PARI</strong><br />
Rinnovamento attività Sportello Donna.<br />
Promozione del cambio culturale ed educazione alle pari opportunità.<br />
Programmazione dei tempi della città e della politica rendendo possibile  la conciliazione dell’impegni civico con quello familiare e lavorativo  della donna.<br />
Progetti educativi e culturali volti all’eradicazione di tutte le forme  di violenza fondate sul genere e di quelle consumate tra le mura  domestiche e all’eliminazione degli steorotipi sessisti.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO INTERCULTURALE</strong><br />
Potenziamento del servizio “Sportelli Immigrati” istituito dal Piano di Zona dei Servizi Sociali.<br />
Rilancio delle attività della Consulta dei Cittadini Stranieri e suo pieno coinvolgimento in tutte le politiche di integrazione.<br />
Promozione di eventi e di momenti di scambio culturale volti alla reciproca conoscenza.<br />
Organizzazione di appuntamenti rivolti a tutta la cittadinaza  finalizzati all’eradicazione di ogni pregiudizio basato sulle differenze  razziali e religiose.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO PARTECIPA SENZA QUORUM</strong><br />
Applicazione di forme avanzate di democrazia digitale e di democrazia diretta (referendum consultivi senza quorum).<br />
Invito permanente in consiglio comunale con diritto di parola ai  rappresentanti di tutte le consulte regolarmente istituite, a partire da  quella degli stranieri.<br />
Invito permanente in consiglio comunale con diritto di parola ai rappresentanti del consiglio comunale dei ragazzi.<br />
Bilancio partecipato: 20% delle opere pubbliche definite dai cittadini.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO SPORTIVA</strong><br />
Rendere efficiente e migliorare la gestione della grande dotazione comunale esistente.<br />
Progetti studiati con le società sportive locali, per portare le diverse  discipline a scuola (atletica, pallavolo, basket, calcio, karate,  nuoto…).<br />
Offrire a tutte le società abbiatensi, di qualsiasi disciplina, la  possibilità di farsi conoscere, attraverso il sito (con un’apposita  sezione nel portale) e gli strumenti informativi a disposizione del  Comune: referenti, recapiti, giorni degli allenamenti, un calendario che  unifichi tutti gli avvenimenti sportivi più importanti dell’anno.<br />
Valorizzazione reale e concreta della Consulta Sportiva e suo  coinvolgimento diretto nella pianificazione operata dall’assessorato  allo sport.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO SI MUOVE</strong><br />
Raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara fino ad Abbiategrasso con abolizione dei passaggi a livello in città.<br />
Riqualificazione della strada Abbiategrasso-Baggio, l’unica che serve  davvero per migliorare la vita dei pendolari costretti a viaggiare in  auto.<br />
Adeguamento e messa in sicurezza della Abbiategrasso-Magenta esistente.<br />
Eliminazione di tutti i semafori in direzione di Milano e di Vigevano.<br />
Sincronizzazione di tutti i semafori in città.<br />
No alla strada(ammazza)parco.<br />
Adesione ai progetti di Car-sharing e di Car pooling già avviati dall’Associazione dei Comuni Virtuosi.<br />
La Ciclofficina in Stazione FS: custodia, riparazione, Bike sharing e noleggio.<br />
Servizio di Taxi collettivo a pagamento notturno per il raggiungimento di luoghi di divertimento.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO CAMMINA, PEDALA E NAVIGA</strong><br />
Inversione delle priorità: prima i pedoni, poi i ciclisti, poi i fruitori di mezzi pubblici, infine gli automobilisti.<br />
25 km di piste ciclabili in 5 anni.<br />
La CicloMetropolitana: una rete di piste tra Abbiategrasso, Castelletto,  Cassinetta di Lugagnano, Albairate, Morimondo, Ozzero, Colonia  Enrichetta.<br />
Completamento fino a San Pietro della “Pista Ciclabile della  Costituzione” già realizzata nel tratto di competenza dal Comune di  Cassinetta di Lugagnano (art. dall’1 al 12 della Costituzione della  Repubblica Italiana).<br />
Allungamento linea turistica di navigazione “Delle Delizie” da Cassinetta di Lugagnano fino a Castelletto di Abbiategrasso.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO PASSEGGIA E FA COMPERE</strong><br />
Isola pedonale “entro la fossa”.<br />
Un salotto in centro storico, un “centro commerciale” a regola d’arte,  dove le corsie sono le vie, i vicoli e gli slarghi, e dove gli scaffali  sono le facciate delle case.<br />
Stop alla grande distribuzione e agli scatoloni prefabbricati.<br />
Per il nostro territorio, che per i suoi pregi ambientali e  paesaggistici ha una elevata potenzialità attrattiva, Il turismo  potrebbe sicuramente essere un settore economico da sviluppare.  Soprattutto se legato ad un idea “slow” delle nostre città, che porti  alla valorizzazione delle piccole realtà commerciali e artigianali,  gravemente minacciate dal peso della grande distribuzione, nonché alla  rivitalizzazione dei nostri centri storici 365 giorni all’anno, che non  devono svuotarsi di residenti (emigranti in anonime periferie) con  conseguente abbandono al degrado.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO RISPARMIA, RESTAURA E RILANCIA IL TERRITORIO</strong><br />
Piano straordinario per l’edilizia: recupero e cura del patrimonio  esistente, interventi per l’efficienza ed il risparmio energetico,  bioedilizia con ricadute positive per l’economia e il lavoro.<br />
Stop al consumo di territorio. I terreni agricoli non diventeranno più edificabili.<br />
Revisione del PGT.<br />
(Fermare l’avanzata del cemento è un obbligo, più che una scelta, per  tutti i comuni e per tutti i sindaci, che avendo giurato sulla  Costituzione si sono impegnati a rispettare anche l’art. 9, comma 2: “La  Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico  della nazione.)</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO, PICCOLE E UTILI OPERE PUBBLICHE</strong><br />
Istituzione assessorato alle piccole opere e piccole manutenzioni:  marciapiedi, buche delle strade, cura del verde e del cimitero.<br />
Piano di adeguamento della rete fognaria comunale.<br />
Piano straordinario di abbattimento barriere architettoniche.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO NON HA PERIFERIE</strong><br />
Decoro e bellezza anche nelle aree non centrali della città.<br />
Apertura di spazi di aggregazione, di cultura e di comunità, anche autogestiti dai cittadini.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO SI RIPRENDE L’ENRICHETTA E LA GABANA</strong><br />
Rilancio e valorizzazione della Colonia Enrichetta, rimettendola al  centro delle attività ludiche e ricreative per bambini e adulti e  facendone una fonte di entrata.<br />
Gabana è il Capolinea: riqualificazione dell’area fluviale tramite la  sua promozione come centro turistico di eccellenza, punto di arrivo di  percorsi ciclistici anche di lunga percorrenza.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO COLTIVA E IRRIGA</strong><br />
Piano di valorizzazione e recupero delle aziende agricole e delle  cascine integrando Abbiategrasso nei circuiti di eccellenza già  esistenti.<br />
Piano comunale per la nuova agricoltura.<br />
Incentivi alla produzione biologica locale.<br />
L’orto è urbano: rilancio e promozione della cultura dell’autoproduzione agricola.<br />
Recupero dei canali e delle rogge.<br />
Valorizzazione della zona umida adiacente la ex Siltal.<br />
(La nostra zona, come l’intero paese Italia, deve puntare sulla sua  identità, sui suoi prodotti agricoli e artigianali tipici e di  eccellenza, sulle sue bellezze. L’industria e l’agricoltura devono  comunque sapersi trasformare ed essere in grado di adattarsi ai nuovi  scenari. Dobbiamo puntare a mantenere alta qualità dei nostri prodotti e  dobbiamo anche riconvertire l’agricoltura, investendo maggiormente nel  biologico, nella coltivazione di prodotti ortofrutticoli che possano  soddisfare le esigenze del numero sempre crescente di cittadini che  preferiscono la filiera corta alla grande distribuzione. La nostra  agricoltura, insomma, deve saper cambiare e differenziare i propri  prodotti, anche recuperando le vecchie colture ed emancipandosi dalla  monocoltura intensiva. È un processo faticoso e lungo, che  necessiterebbe anche di una nuova riforma agraria.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO 3R: RICICLA, RIDUCE, RIUSA</strong><br />
Addio inceneritore (a prescindere dai finanziamenti) e riconversione  definitiva dell’area di Mendosio tramite l’insediamento di un centro di  riciclo e recupero delle materie prime seconde da utilizzare in loco per  la produzioni di beni da mettere sul mercato (con creazione di posti di  lavoro).<br />
Riduzione del 50% dei rifiuti (Progetto Disimballati…).<br />
Raccolta differenziata porta a porta spinta all’80%.<br />
Riduzione del 30% delle tariffe a carico dei cittadini e creazione di nuovi posti di lavoro.<br />
Istituzione del mercato del baratto e del riuso.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO SELF ENERGY</strong><br />
500 tetti fotovoltaici per 500 famiglie: GAF (gruppi di acquisto fotovoltaico)<br />
Piano decennale per l’indipendenza e la democrazia energetica: solare  termico e fotovoltaico sui tetti, microeolico e microidroelettrico,  geotermico e cogenerazione.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO MEZZO MILIONE DI FIORI D’ARANCIO</strong><br />
Promozione della celebrazione dei matrimoni civili all’Annunciata, al  Castello, in Fossa, sull’Imbarcadero ed in futuro presso Palazzo Stampa,  con organizzazione di servizio catering e affitto sale anche per i non  residenti.<br />
Previsione d’entrata: 100 mila euro annui, mezzo milione di euro nel quinquennio.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO LOTTA ALLO SPRECO 100%</strong><br />
Taglio spese per utenze comunali (acqua, luce, gas) tramite investimenti  per il risparmio energetico e l’innovazione tecnologica.<br />
Taglio 100% delle spese di rappresentanza.<br />
Taglio 100% auto blu e destinazione autisti a trasporto scolastico, disabili e anziani soli e non deambulanti.<br />
Taglio 100% delle collaborazioni esterne (staff sindaco, addetti stampa, portavoce del sindaco).<br />
Taglio 100% delle consulenze sostituibili con l’impiego di personale dipendente.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO LEGALE E TRASPARENTE</strong><br />
Nomine dei consigli di amministrazione (amaga, farmacie, casa di riposo,  aziende consortili, ecc…) tramite selezione da apposito albo costituito  da persone in possesso di curriculum adeguato.<br />
Osservatorio territoriale sulla legalità.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO NON E’ IN VENDITA</strong><br />
No alla svendita (neppure della nuda proprietà) di beni pubblici e del  patrimonio comunale per coprire i passivi di bilancio e i tagli dei  trasferimenti.</p>
<p><strong>ABBIATEGRASSO FUTURA. UN MODELLO, DA VIVERE E DA IMITARE</strong><br />
Quella che proponiamo è una rivoluzione: grandi sogni-progetti, ma anche  attenzione alle piccole cose concrete di tutti i giorni. E soprattutto  un nuovo modo di amministrare. Dobbiamo immaginare nuove soluzioni,  utilizzare le esperienze dei Comuni Virtuosi, studiare iniziative   all’avanguardia in giro per l’Italia, inventarsi utilizzi creativi dei  nostri monumenti.<br />
Promuovere e imporre il marchio-Abbiategrasso come città-modello, che ha  rinunciato al cemento, che investe nell’ambiente e nella cultura, in  cui è bello vivere e che tutti vorranno venire a visitare.</p>
<p dir="ltr">(Gli elementi di pregio che possono attrarre i flussi  turistici sono sotto i nostri stessi occhi. Le nostre vie d’acqua, di  nuovo navigabili; le nostre ville e le nostre cascine; il nostro Parco  del Ticino, che è stato tenacemente voluto da decine di migliaia di  cittadini negli anni ’70. Viviamo in un Parco dichiarato dall’UNESCO  riserva della biosfera. Un marchio di qualità che è interesse di tutti  mantenere attraverso la preservazione di un meraviglioso ecosistema per  la tutela della nostra salute, della nostra qualità di vita e per lo  sviluppo della nostra economia.)</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-236" title="assemblea" src="http://www.isolamaria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/assemblea.jpg" alt="" width="650" height="389" /></p>
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		<item>
		<title>Il Distretto di Economia Solidale nell’Ovest Milano</title>
		<link>http://www.isolamaria.com/nascita-del-desr.html</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 12:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renata</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie dal territorio]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-324" title="DES Rurale del Parco Agricolo Sud Milano" src="http://www.isolamaria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/des_rurale_parco_sud.jpg" alt="" width="650" height="325" /></p>
<p>La nascita del Distretto di economia solidale nell’ovest Milano la si deve in particolare ai rapporti che un gruppo di famiglie riunite nel Gruppo di Acquisto Solidale di Baggio, ha intessuto con la Cascina Forestina di Cisliano. Infatti, ormai quasi quattro anni orsono, queste persone avevano manifestato l’esigenza di trovare un produttore di ortaggi biologico presso il quale rifornirsi di verdure.</p>
<p>Con il titolare della Cascina Forestina  si sviluppò nel tempo un rapporto di fiducia tale da mettere in piedi un sistema di raccolta “autonomo” basato sulla responsabilità dell’acquirente che andava direttamente in campo, coglieva ciò che gli interessava, pesava e pagava il tutto gestito senza la presenza di personale aziendale. Queste stesse persone, attraverso questa esperienza, sono anche venute in contatto con la realtà del Parco Agricolo Sud Milano , con le sue bellezze ambientali, paesaggistiche e architettoniche che nella stessa Cascina Forestina e nello storico Bosco di Riazzolo che la circonda hanno un esempio peculiare. Ma sono anche state poste di fronte alle criticità che il Parco subisce: la pressione infrastrutturale, l’abbandono del patrimonio rurale, le difficoltà economiche delle aziende agricole ecc. Ne è nata una riflessione che ha coinvolto da un lato, oltre al Gas di Baggio, un insieme di altri gruppi di acquisto dell’area ovest Milano, da Abbiategrasso a Settimo, da Rho a Cisliano da Milano centro a Sedriano fino ad arrivare ad interessarne circa 25, e insieme a questi anche soggetti organizzati come Banca Etica, La Banca del Tempo, alcune cooperative sociali e il Forum cooperazione e sviluppo che è un po’ il motore dell’aggregazione sui temi della solidarietà sociale.  Il tema di questa riflessione girava intorno alla convinzione che il Parco Sud Milano per la sua estensione, la sua collocazione periurbana, la sua originalità europea di parco Agricolo, rappresentasse un bene  insostituibile per la realtà di una area metropolitana quale quella di Milano e che la protezione di questo bene fosse una priorità per tutti quelli a cui stanno a cuore i beni comuni. Il passaggio successivo di questa riflessione ha riguardato le modalità attraverso la quali concretizzare un impegno verso la difesa del Parco Sud e si è individuato nel mantenimento della attività agricola il cardine  di  questo lavoro: in buona sostanza senza gli agricoltori e l’agricoltura il parco non c’è più.</p>
<p>Per cui si sono iniziate a costruire relazioni con altri agricoltori che già avevano orientato la propria azienda a relazionarsi in modo diretto con la realtà circostante attraverso forme diverse quali la trasformazione e la vendita di propri prodotti, o l’ospitalità agrituristica o la didattica ecc in modo da far si che queste aziende diventassero privilegiate per esempio nell’acquisto di beni alimentari per la spesa familiare dei GAS. Oggi sono circa una ventina le aziende che sono entrate in relazione diretta con i consumatori attraverso i propri spacci aziendali o altre forme di vendita  e questo non solo all’interno di quel sistema che passa sotto il nome di Distretto di Economia Solidale del Parco Sud ma anche in modo autonomo dimostrando che la ricerca da parte di un numero sempre maggiore di aziende agricole di canali di commercializzazione diretta dei propri prodotti è una tendenza in atto che risponde alla necessità di trovare fonti di reddito sicure che possano rispondere in qualche modo alla profonda crisi ormai in atto da parecchi anni nel settore agricolo. I Gas, nel loro rapporto con la realtà agricola, hanno posto anche un problema di natura etica e cioè la loro propensione ad acquistare prodotti provenienti da una agricoltura rispettosa dell’ambiente, che non facesse ricorso alla chimica ma legata ai processi naturali. Dato che le aziende biologiche si potevano contare sulle dita di una mano, non era facile poter rispondere ad una domanda di acquisti di questo tipo. A distanza di  tre anni dalla creazione del Distretto di Economia Solidale bisogna registrare che ben otto nuove aziende agricole hanno iniziato processi di conversione all’agricoltura Biologica e questo è un fatto assolutamente importante da ascriversi alle nuove relazioni che si sono instaurate tra consumatori e produttori,  soprattutto se si pensa che le normative Regionali in tema di Biologico sono le stesse di prima e sono le stesse che non erano riuscite in più di vent’anni di applicazione, a far smuovere il settore. Sarebbe oggi importante studiare meglio queste tendenze per vedere se si tratta di processi strutturali e positivi per l’economia delle aziende o, al contrario, fenomeni passeggeri e di difficile valenza economica</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Donne e Agricoltura: un percorso culturale, professionale, di vita</title>
		<link>http://www.isolamaria.com/donne-in-campo.html</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 20:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renata</dc:creator>
				<category><![CDATA[parliamo di agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio tutte per avermi invitato a partecipare alla giornata in cui viene conferita la Zucca d’Oro alla Preside della facoltà di Agraria di Milano, Claudia Sorlini, persona che stimo moltissimo... <a class="xs-entry-read-more" href="http://www.isolamaria.com/donne-in-campo.html">Read more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.isolamaria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/renata_sul_trattore.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-293" title="Renata sul trattore" src="http://www.isolamaria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/renata_sul_trattore.jpg" alt="" width="650" height="325" /></a></p>
<p>Ringrazio tutte per avermi invitato a partecipare alla giornata in cui viene conferita la Zucca d’Oro alla Preside della facoltà di Agraria di Milano, Claudia Sorlini, persona che stimo moltissimo e  a cui riconosco il merito di  avere avvicinato il mondo universitario alla società civile. Ringrazio soprattutto l’associazione Donne in Campo che mi ha arricchito personalmente e mi ha dato la possibilità di incontrare donne molto belle e di conoscere le loro realtà aziendali. <strong>E’ vero che le donne sono sempre state protagoniste nella storia dell’agricoltura  italiana: braccianti, mondine, contadine; ma anche madri di famiglia, mogli e compagne. </strong>Un lavoro che negli ultimi anni ha saputo riportare alla terra donne che avevano scelto altre strade ma che, quando hanno potuto, hanno scelto di realizzare i loro sogni investendo nelle aziende ,magari di famiglia, rinnovandole e aprendole al sociale.</p>
<p>Sono ancora poche le possibilità di lavoro in agricoltura per chi deve partire da zero e la politica dovrebbe farsi carico di agevolare il ritorno alla terra, ora che la ricerca di nuovi stili di vita inverte i flussi migratori fra le città e le campagne.</p>
<p><strong>Dovendo raccontarvi il mio percorso culturale e professionale devo premettere che mi ritrovo in una fase della vita in cui credo di avere messo in discussione tante certezze, aprendomi a delle scelte un po’ incerte ma senz’altro molto stimolanti.</strong></p>
<p>Non è facile riassumere in poco tempo il percorso di una vita, ma cercherò di farlo in poche parole, soprattutto per lasciare spazio ad altri interventi.</p>
<p>Mi occupo da quasi trenta anni dell’allevamento della vacca da latte e ho trascorso parecchio tempo in un mondo prevalentemente maschile, questo mi ha aiutato a pormi degli obiettivi cercando di migliorare le caratteristiche genetiche e produttive della mia mandria, ma ha anche contribuito ad accettare dei criteri di produzione ed allevamento che negli ultimi anni mi mettevano a disagio e mi lasciavano insoddisfatta.</p>
<p>D’altronde con tre figli, un marito, i nonni da seguire, l’orto, la stalla, un po’ di impegno sociale e di attenzione alla politica del quotidiano, grossi spazi di tempo per ripensare o meditare sulla mia professionalità non ne rimanevano.</p>
<p>Soprattutto non ricevevo stimoli, ero uscita dall’università avendo appreso che la vacca da latte è un macchina eccezionale per trasformare erba e foraggi in latte e formaggi. Le tendenze moderne mi spingevano a produrre grosse quantità di trinciato di mais, a produrlo con i mezzi tecnologicamente più avanzati, apportando concimazioni chimiche al terreno, e lottando contro le malerbe con l’uso dei diserbanti chimici.  Così ho incominciato a ripensare agli anni di studio, alla tesi di gruppo che avevo svolto in Val di Scalve, e mi sono accorta che i risultati del mio lavoro erano già stati superati dopo qualche anno di pratica agricola.</p>
<p>Avevo con i miei compagni avviato la bellissima esperienza di gestire per pochi mesi una piccola stalla in cui svezzare con un sistema precoce le vitelle che, degli allevatori esageratamente fiduciosi, ci avevano affidato; alcuni anni dopo, nella mia stalla , ritornavo io stessa ad usare il latte di vacca nello svezzamento e abbandonavo il latte artificiale.</p>
<p>La situazione del mercato, le quote, avevano ribaltato in poco tempo i risultati economici della mia tesi.</p>
<p>Nonostante un  dubbio avesse incominciato a farsi strada nella mia testa, ho continuato a rincorrere indici genetici, morfologici, produttivi, a compiacermi dei risultati ottenuti. Però tanto più le mie vacche diventavano produttive più aumentava il divario tra il prezzo del latte e i costi sostenuti per produrlo.</p>
<p><strong>Avviata la stalla nel 1980 con una ventina di ettari siamo riusciti negli anni a raddoppiare la superficie coltivata passando dall’agricoltura convenzionale all’integrata, producendo la base foraggera della razione ma dovendo comprare all’esterno una grossa quota di mangimi.</strong></p>
<p>Con la costante ascesa del prezzo dei mangimi, causato in parte dagli effetti climatici e dalle estati siccitose (problemi di aflatossine nel mais), in parte dalle speculazioni finanziarie nell’anno in cui il petrolio superò i cento dollari a barile, la gestione economica della stalla è diventata sempre più problematica.</p>
<p>In questa situazione molti allevatori hanno continuato a credere nella crescita infinita e ad aumentare i capi, altri a chiudere, qualcuno a cercare altre vie.</p>
<p>Io cercavo fiduciosa di resistere, un po’ perché ogni tanto guardavo la foto della stalla di <em>brune</em> dei miei nonni che durante i tempi della guerra erano riusciti a far studiare cinque figli mantenendoli al collegio, e un po’ perché ho sempre creduto che la piccola azienda zootecnica costituisca una forma di presidio e di difesa del territorio.</p>
<p><strong>Il seme del cambiamento lo devo a mio marito e alla sua scelta di trasformarci in azienda agrituristica. Questa decisione qualificò la nostra attività e avviò contatti molti positivi con altre aziende agricole a noi vicine.</strong></p>
<p>Poi arrivarono altre scelte altrettanto determinanti per noi: mentre lui creava un Consorzio Agrituristico e incominciava una collaborazione nel comitato agricolo del Parco Sud, io decidevo di dedicare del tempo all’associazione Donne in Campo e alla creazione di un Distretto Equo Solidale del Sud Milano (DES).</p>
<p><strong>L’incontro con il  DES, che ha come sostenitori molti gruppi di acquisto solidali, consumatori che prediligono il biologico, e la mia partecipazione ad un seminario di Terra Madre sui cambiamenti climatici e l’agricoltura ecocompatibile, ha poi indirizzato la scelta più recente, e cioè la conversione all’agricoltura biologica.</strong></p>
<p>Questo comporterà da una parte una riduzione del numero di capi per ridimensionare il peso del carico animale sulla superficie coltivata, e dall’altra la ricerca di un diverso sbocco del latte prodotto che in parte verrà probabilmente caseificato e consumato all’interno del distretto.</p>
<p>Ma comporterà anche la riduzione della coltivazione del mais, e l’avvicendamento di nuove colture con cui aumentare le produzioni  proteiche riducendo drasticamente l’acquisto dei mangimi.</p>
<p><strong>Ce la faranno le mie vacche così selezionate negli anni?</strong></p>
<p>Per adesso almeno le asciutte si godono il pascolo e hanno imparato a mangiare l’erba… Il resto sarà una sfida perché se un tempo pensavo che potessero essere biologiche le aziende che territorialmente erano favorite dall’essere isolate dai grandi centri urbani, ora ritengo che il cercare di produrre alimenti biologici all’interno delle fasce perturbane diventi una forma di presidio agricolo di fronte all’eccessiva urbanizzazione e al devastante consumo di suolo.</p>
<p><strong>E’ ormai fondamentale creare sinergie con i cittadini più attenti e sensibili alla difesa dei beni comuni prima che ”la città cancelli la campagna“, come ha recentemente  scritto in una sua relazione l’urbanista Edoardo Salzano.</strong></p>
<p>Certamente l’ho capito in questi ultimi mesi, andando a visitare aziende biologiche. Questa è una scelta che ancora oggi pochi allevatori possono capire, ma certamente molto si potrebbe fare per cercare di diminuire l’uso delle sostanze chimiche in agricoltura: concimi, diserbanti, insetticidi, pesticidi, erbicidi; razionalizzando l’uso dei farmaci e dei presidi sanitari, ma soprattutto molto si deve fare per ridurre l’impatto dei combustibili fossili usati in agricoltura.</p>
<p>L’agricoltura industrializzata, basata sulla chimica, sui combustibili fossili, sui sistemi alimentari globalizzati, che si fondano a loro volta sui trasporti ad alta intensità energetica e a lunga distanza, ha un impatto negativo sul clima.</p>
<p>I sistemi agricoli multifunzionali e biodiversi e i sistemi alimentari localizzati sono essenziali per garantire la sicurezza alimentare in un’era di cambiamento climatico.<br />
<strong><br />
Le battaglie di Vandana Shiva per difendere i diritti dei contadini indiani nel continuare a prodursi le loro sementi, nel rifiutare le colture OGM e nel richiedere l’accesso all’acqua, non sono poi così lontane dalle nostre realtà</strong>, perché  tutti i difetti delle monocolture industriali si stanno evidenziando ormai sempre di più ovunque. Il diffondersi della diabrotica  da una parte, e la moria delle api dall’altra  sono segnali preoccupanti di uno squilibrio creato dalla diffusione del seme conciato con prodotti dannosi all’ambiente e il cui uso, è dimostrato, è assolutamente inutile adottando tecniche agronomiche appropriate e il ripristino delle rotazioni colturali.</p>
<p>La <em>direttiva nitrati,</em> che in Italia come sempre si cerca  di rimandare, ci impone delle riflessioni profonde sui metodi di allevamento e sulle scelte programmatiche che hanno teso ad accorpare e ad ingrandire le aziende agricole dimenticando nozioni fondamentali che impongono il rispetto degli equilibri tra la fertilità della terra, il suo sfruttamento e la densità di animali allevati.</p>
<p>Ripensando agli anni dell’Università ricordo alcuni insegnamenti fondamentali ma l’esperienza più significativa è stata senz’altro quella delle tesi di gruppo. Ci insegnò a lavorare insieme, a progettare il piano di sviluppo della Comunità Montana, a rapportarci con gli allevatori, a far uscire dalla facoltà i docenti più disponibili e portarli sul territorio, a misurare le nostre nozioni sulle consuetudini delle pratiche agricole tradizionali. Un’esperienza unica che non credo sia paragonabile al tirocinio che venne poi proposto agli studenti prima di laurearsi.</p>
<p><strong>Se dovessi dare un consiglio ai ragazzi che studiano oggi agricoltura, li inviterei a rendersi più partecipi per difendere i beni comuni che l’amministrazione pubblica e la politica governativa continua a sacrificare in nome di un progresso e uno sviluppo che emargina i più deboli e arricchisce sempre gli stessi.</strong></p>
<p>Aria, terra, acqua. Elementi fondamentali per garantire il vostro futuro sono sempre più mercificati: l’aria sempre più inquinata, la terra consumata, l’acqua privatizzata. Non scordiamoci che l’agricoltura, con le attività forestali, è indispensabile alla sopravvivenza umana, occorre garantire nuovi spazi e con coraggio avvicinarsi alle attività agricole.</p>
<p>Vorrei concludere con un commento di Carlo Petrini  che proprio all’inaugurazione dell’edizione di Terra Madre del 2008 più o meno disse:</p>
<p><em>Se l’economia mondiale è messa in crisi da meccanismi che hanno premiato virtuosismi finanziari e accentuato i problemi della carenza di cibo e il dramma di intere popolazioni, è attraverso una nuova rivoluzione industriale che si potranno dare nuove risposte alla crisi dei modelli di sviluppo fin qui proposti. Ma questa rivoluzione sarà fatta dai contadini di tutto il mondo che produrranno beni non effimeri riportando la terra e le sue risorse al centro dell’attenzione.</em></p>
<p><strong>Renata  Lovati,<br />
Cascina Isola Maria</strong></p>
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